La mia ricerca sui cappuccini marchigiani in Tibet nel 18° secolo

 

Le ricerche e gli studi sulla missione dei frati Cappuccini in Tibet (1704 - 1745) sono decollate in maniera sistematica per merito del Prof. Luciano Petech, tibetologo, discepolo del Prof. Giuseppe Tucci e profondo conoscitore della storia e delle istituzioni tibetane di quel periodo.

Il Prof. Petech a partire dal 1952 fino al 1956, ha pubblicato "I Missionari Italiani nel Tibet e nel Nepal" in 7 volumi: una considerevole raccolta di lettere, relazioni e documenti, (reperite presso l'Archivio Storico di Propaganda Fide in Roma).

La documentazione presa in esame è stata trascritta, tradotta, traslitterata, commentata, annotata e corretta quando necessario, anche sulla base di fonti tibetane.

L'attenzione di Petech si è concentrata sugli aspetti storico, geografico, etnologico e non su quello missiologico, che pure rappresentava per i missionari lo scopo della loro vita.

L'imponente lavoro è forse sembrato esaustivo, la ricerca è stata considerata conclusa e da allora trascurata se si escludono un racconto curato dal frate cappuccino Fulgenzio Vannini, missionario in India (The bell of Lhasa - New Delhy, 1976) e gli studi sul gesuita Ippolito Desideri che convisse qualche tempo con i frati cappuccini in Tibet.

 

Il mio incontro con le vicende dei frati cappuccini in Tibet e del suo più importante personaggio, fra Orazio da Pennabilli, è iniziato in maniera piuttosto inconsueta verso la fine degli anni ’80.  Il racconto è stato pubblicato su "Airone" con il titolo "Dal Montefeltro al Tibet, inseguendo il rintocco di una campana ... "

Nel 1994 insieme con Claudio Cardelli, un amico fraterno con il quale condivido la passione per il Tibet, abbiamo prima sognato, poi realizzato e organizzato, la visita a Pennabilli del XIV Dalai Lama, portando in tal modo alla ribalta la storia di fra Orazio e la sua “avventura” in Tibet. 

Per l'occasione ho curato la riedizione di "Breve ragguaglio del gran regno del Tibet" scritto da fra' Orazio nel 1738. In quell’estate ho anche organizzato una mostra dei documenti e reperti che ero riuscito a trovare ed ottenere in alcuni archivi romani.

Poi le mie ricerche si sono focalizzate sulla ricerca di documenti e reperti inediti.

Non sono uno storico ma un appassionato, un "trovarobe" e in questa storia la mia passione è sempre stata segnata da una straordinaria buona sorte, perché sembra che i documenti e le notizie mi vengano incontro ogni volta che mi metto in movimento...

Dal mio sconclusionato lavoro sono emersi diversi documenti / fatti / personaggi, parte dei quali inediti e/o da rintracciare ...

Elio Marini

 

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