Nel 1725 a Lhasa viene aperto un convento di frati cappuccini !

 
E' vero. Fra' Orazio da Pennabilli e fra' Gioacchino da Esanatoglia con il credito di cui disponevano presso le gerarchie tibetane, ottennnero speciali concessioni per uno straniero; come il permesso per acquistare un terreno dal governo ad un prezzo simbolico per erigervi il convento e la chiesetta.

Quando i frati abbandonarono la missione (1745) sembra che la costruzione sia stata distrutta dai monaci inferociti; era stata messa in giro la voce che le sacre scritture tibetane del Kanghiur era state seppellite sotto il pavimento per farle calpestare da chi metteva piede nel convento.

Molti studiosi hanno tentato di localizzare la posizione esatta del convento ma non č stato possibile. Si sa solo che si trovava vicino al monastero di Mo-ru, nel nord-est della cittā, a poche centinaia di metri dal Jokang. 


Fra' Cassiano Beligatti da Macerata, nel suo Giornale di viaggio , ci fornisce questa pianta e una descrizione (1741).

Lo studio MODO di Rimini, sulla base del disegno di fra' Cassiano e delle sue descrizioni ha realizzato disegni completi in pianta e prospetto (1994).

Il prof. Luciano Petech nella sua straordinaria opera: I MISSIONARI ITALIANI NEL TIBET E NEL NEPAL ci ha fornito i documenti che seguono:

PRIVILEGIO DEL DALAI LAMA PER LA COSTRUZIONE DELL'OSPIZIO

STRUMENTO DI COMPRAVENDITA DEL TERRENO PER L'OSPIZIO E LA CHIESA

LICENZA DI EDIFICARE L'OSPIZIO

LICENZA PER I MATERIALI DI FABBRICAZIONE

LICENZA DI INDISTURBATO IMPIEGO DI OPERAI

CONCESSIONE DI ESENZIONE DA TASSE SUL CONVENTO
 


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