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STORIA DELLA CAMPANA DI LHASA
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Le prime testimonianze dell´esistenza
di una campana cristiana a Lhasa sono del 1904 e provengono da giornalisti
inglesi: Edmund Candler del "Daily Mail" e Perceval Landon del "Times", che
accompagnarono la missione militare britannica sotto il comando del
colonnello Francis Younghusband |
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il Jokhang visto da Sarat
Chandra Das,
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il Jokhang oggi. Foto di Claudio Cardelli, agosto 2004
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Edmund Candler scrive : “…
i tibetani più istruiti non sanno neppure che alcuni missionari cristiani
hanno abitato nella città. Nella cattedrale, comunque, abbiamo trovato una
campana con l’iscrizione Te Deum Laudamus, che è probabilmente un relitto
dei Cappuccini." Charles Bell, che fu a
Lhasa nel 1920/21 scrisse a proposito dei missionari in Tibet: “ comunque ho
trovato una piccola traccia a Lhasa. Fu quando visitai il grande tempio nel
cuore della città, nella Sancta Sanctorum, la cappella nella quale
l’immagine del Budda, portata a Lhasa nel 7° secolo, è conservata
gelosamente. Ci si arriva per uno stretto passaggio. Sospesa dal soffitto
all’entrata di questo passaggio c’era una grande campana, e sulla campana
sono incise le parole Te Deum Laudamus”. Heinrich Harrer, tedesco,
fuggito da un campo di internamento nel nord dell’India nel 1943, giunse a
Lhasa e lì si fermò diverso tempo: “In uno stretto e buio corridoio, scoprii
una campana, pendente dal soffitto. Non potevo credere ai miei occhi quando
ne decifrai l’iscrizione in rilievo Te Deum Laudamus. Questa campana era
probabilmente l’ultima vestigia di una cappella che era stata edificata
molti secoli prima a Lhasa da missionari cattolici, che non erano riusciti
ad affermarsi ed erano stati costretti ad abbandonare il paese. Ma il
profondo rispetto che nel Tibet si tributa ad ogni religione deve aver
convinto i tibetani a conservare la campana nella cattedrale. Avrei voluto
apprendere qualcosa di più circa questa cappella dei cappuccini, ma ne era
scomparsa ogni traccia. Hugh Richardson,
straordinario tibetologo, che fu a Lhasa come rappresentante del governo
inglese dal 1936 al 1940 e dal 1946 al 1950: “ … Ye-shu’i chen-po, ‘The
great bell of Jesus’, proviene dalla cappella dei Cappuccini che fu
distrutta nel 1745. E’ appesa alla porta del ‘Du-khang’ (n° 16) e porta
l’iscrizione Te Deum Laudamus. Dal soffitto del passaggio sono appese altre
campane di manifattura cinese e tibetana.”
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Del 1956 è probabilmente la prima foto della campana e la più improbabile
spiegazione della sua origine: "Il vecchio lama che stava accanto a noi,
sorrideva misteriosamente ... Te deum laudamus - da dove provenivano queste
parole latine e la nera campana con il suo splendore opaco? ..... Impazienti
pendevamo dalle labbra del vecchio lama e ci venivano in mente le più
svariate supposizioni riguardanti l’attività di missionari cristiani, .....
ma il nostro accompagnatore ci sorprendeva con la spiegazione concisa, che
si trattava del dono di un grande esploratore, che per lunghi anni era stato
al servizio del Khan mongolo - di Marco Polo. Secondo i documenti del tempio
la campana dovrebbe datare dalla fine del duecento, quando è stata appesa
qui dopo la terza ristrutturazione dell´edificio." (Vladimír Sís e Josef
Vanis, Der Weg nach Lhasa, Prag 1956) |
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Il 4 agosto 2004, Elio Marini, con l’assistenza di Claudio Cardelli, Giampaolo Proni e Federico Marini, ha realizzato, recandosi sul posto, foto dettagliate e un calco in materiale plastico della campana. Da questi rilievi è stato ricavato un modello in gesso che servirà a realizzare la gemella in bronzo. |
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TE DEUM LAUDAMUS TE DOMINUM
Questa è l'iscrizione in rilievo che in realtà compare sulla campana.
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